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Home / Italiani all' estero / Italiani all'estero, il Pd Svizzera tifa FranceschiniSun, 30 Aug 2009 21:03:00Italiani all'estero, il Pd Svizzera tifa Franceschini Email this Print this Dario Franceschini, Pd "Egli si colloca nell’area storico-politica dell’era post-moderna ed è un leader, che ha saputo superare i limiti del far politica imposti dalle ormai desuete griglie ideologiche tardo novecentesche di destra e sinistra"di Marco Minoletti e Michele Schiavone "La settimana scorsa Dario Franceschini, intervenendo alla Festa Democratica di Genova, ha dato il via alla fase congressuale che ci porterà alle elezioni primarie. Elezioni, destinate ad aprire un nuovo capitolo nella storia politica italiana. I suoi obbiettivi sono chiari: contrastare la deriva democratica del Paese innescata dalla nuova variante dell'autoritarismo di matrice berlusconiana, vanificare le parole d'ordine della destra, difendere la Democrazia, il Parlamento e la Costituzione, dare una linea politica precisa al centrosinistra costruendo un'opposizione realmente propositiva, sostenere valori, principi umani e civili che, in un'epoca di desolidarizzazione diffusa, di intolleranza sociale e religiosa e di presenzialismo assolutizzante e narcisista, parrebbero altrimenti votati al Nulla". E' quanto si legge in un comunicato stampa firmato da di Marco Minoletti e Michele Schiavone, Pd Svizzera."Al di là degli esiti del Congresso il vincitore, come ha ricordato lo stesso Franceschini, c'è già ed è il Partito democratico! Infatti, un dato è certo: il Pd sta progressivamente ridisegnando la storia politica, etica e civile di una nazione, l'Italia, in un contesto in cui il sistema partitico è allo sbando e la credibilità dei suoi politici di professione è ridotta ai minimi storici. Franceschini, ponendosi nel solco tracciato da Romano Prodi e Walter Veltroni, ha scritto un programma che, con chiarezza, coraggio e senza ipocrisie dà corpo e anima alla vocazione innovatrice e riformatrice del Pd, tracciandone le linee politiche guida.Egli si colloca nell’area storico-politica dell’era post-moderna ed è un leader, che ha saputo superare i limiti del far politica imposti dalle ormai desuete griglie ideologiche tardo novecentesche di destra e sinistra, vale a dire è un leader caratterizzato dai tratti dell’anti-ideologia e del pragmatismo. Non a caso si è rivolto più all’universo della società civile e della gente comune che a quello degli attori consumati dalla politica e invisi al cittadino stanco di rimediare sempre e ovunque per salvare il Paese dagli errori delle speculazioni finanziarie altrui, stanco di veder arretrare di giorno in giorno i margini di possibilità di un’esistenza dignitosa, stanco degli imbonitori politici che cercano di mescolare acqua e olio, stanco di sentire i vari attori della scena politico -spettacolare che si scambiano accuse velleitarie di "fascista " e "comunista" in spregio dell’ovvia constatazione - dettata dal buon senso e dal verdetto della storia - che indica chiaramente che né il fascismo né il comunismo rappresentano il futuro.A Dario Franceschini è richiesto, in questa delicata fase di transizione politica, un grande sforzo: far attecchire le radici dell’albero democratico nato dai semi dell’identità di nuovi valori etico/politici e dalla volontà di ispirare fiducia in una classe dirigente nuova e differente, in grado di porre al centro delle proprie aspirazioni ideali politici e valoriali rivolti al bene della collettività e non all'utile personale. Per far ciò Franceschini ha indicato come intende risolvere al più presto i problemi di carattere strutturale e organizzativo che impediscono alle varie anime del Partito di pervenire a quella sintesi superiore, indispensabile alla sua crescita, senza che ciò significhi rinunciare al confronto dialettico e al conflitto interno. Si tratta di un processo politico a largo raggio: quello dei tempi lunghi, già a suo tempo pronosticato da Prodi e Veltroni.Franceschini può vincere poiché possiede tutte le caratteristiche del leader in grado di coinvolgere il partito ed imprimere quel tanto auspicato "nuovo corso" al di là delle inutili divisioni, retaggio di un passato che non vuole morire. Franceschini è il leader in grado di far compiere al Pd quel salto di qualità che gli consentirà di riempire il vuoto che lo separa dalle mancate promesse d’innovazione e di cambiamento, calamitando nella sua orbita anche quelle fasce di potenziali elettori che si muovono nel limbo dell’incertezza e che sono più sensibili ai messaggi semplici e all’aura e alla fisiognomica dei contendenti. La società dello spettacolo, la scienza della pubblicità e il presentismo epocale richiedono i loro tributi.Pensare d’impostare la campagna congressuale in maniera classica, cioè, mobilitando lo zoccolo duro dell’elettorato fedele ai singoli degli ex schieramenti può solo significare la sconfitta del Progetto. La scommessa a cui siamo chiamati è di una portata storica senza precedenti. All'estero, come qualcuno ha scritto, siamo capaci di sorprese! Franceschini, nella sua veste di segretario, ha saputo valorizzare "gli avamposti del Pd all’estero". Non a caso il Pd - estero negli ultimi mesi è stato in prima linea nel ciclo di lotte innescato dalla scriteriata manovra di razionalizzazione selvaggia messa in atto dal Governo di destra. Il Pd all'estero si è battuto in favore dei corsi di Lingua e cultura italiana, contro lo smantellamento della rete consolare, a sostegno dei connazionali indigenti e a favore dei processi di integrazione. Franceschini è il candidato alla segreteria nazionale che, meglio di ogni altro, ha compreso quel quid di valore aggiunto rappresentato dal Pd-estero. L’innovazione del Pd al di fuori dei confini nazionali non può e non deve limitarsi alla sola creazione dei circoli esteri, ma deve considerarli una punta di diamante all’interno del fragile scenario politico europeo in costruzione, ponendosi in un ascolto attento ed accogliendone i suggerimenti, in quanto i circoli sono inseriti in contesti socio-culturali diversi e quindi in grado d’innestare nell’albero in crescita nuovi stimoli e nuovi contenuti. All'estero l’affermazione di Dario Franceschini è già da inscriversi nell'ordine delle cose, perché chi vive al di là dei confini nazionali ha colto lo spessore e la genuinità del suo programma. In Europa, in contesti nazionali altamente stratificati e altamente mobili, la campagna a favore di Dario Franceschini e del Partito democratico avrà come slogan: Per dare un futuro a questa storia! Con un chiaro e ovvio riferimento allo slogan Liberiamo il futuro. In Europa il Pd – che è l’espressione socio-politica più compiuta dell’associazionismo – sarà propositivo se continuerà a radicarsi tra la gente, se sarà vicino, come sinora ha fatto, ai problemi dei cittadini, diventando un punto di riferimento e di incontro tra le generazioni cercando soluzioni realistiche a tutte le loro aspettative a breve e lungo termine, appunto... per dare un futuro a questa storia fatta non solo di sacrifici ma anche di belle imprese comuni! Perchè anche noi ci sentiamo e vogliamo agire da cittadini responsabili". Italia chiama Italia
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31/08/2011, ore 16:33
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02/09/2011, ore 11:31
non puoi almeno prendere la briga di cancellare tutte le righe inutili?un copia incolla del genere fa passare la voglia di leggere l'intervento. |
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02/09/2011, ore 17:52
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03/09/2011, ore 15:48
troppo lungo anche per me, riviato. se sintetizzi ti leggo,altrimenti ti lascio il post della suocera. |
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