Gentili utenti,
ho bisogno di un consulto in merito ad un pignoramento mobiliare nel nostro negozio.
Il condominio dello stabile di cui facciamo parte ci ha fatto causa per delle rate non pagate e il loro avvocato con l’ufficiale giudiziario è venuto a pignorare alcuni beni. Non credevamo si arrivasse a tanto, tuttavia ci siamo offerti di pagare il debito o chiedere la rateizzazione dello stesso al tribunale.
A questo punto è successo che:
- al tribunale ci hanno detto che dobbiamo parlare con l’avvocato della controparte e accordarci con loro.
- l’avvocato della controparte inizialmente ci ha detto che andava bene se pagavamo una parte del debito in contanti e un’altra parte in assegni, ma poi ha ritrattato dicendo che non si accorderanno più se non paghiamo anche il debito di altre rate che non sono oggetto del pignoramento di cui parlavo sopra.
Possono fare una cosa del genere? Non dovrebbero accettare un accordo per tale debito ed eventualmente procedere separatamente per l’altro debito?
Perché il tribunale ci demanda all’avvocato della controparte e non ci permette di fare la domanda per la rateizzazione?
Nel momento in cui l’ufficiale giudiziario procede al pignoramento il debitore non ha diritto a chiedere la rateizzazione al tribunale?
La merce che pignorano viene calcolata al prezzo di mercato o esistono criteri diversi nelle determinazione del valore dei beni?
Se esiste una soluzione al mio problema, potete indicarmi la normativa di riferimento?
Abbiamo consultato un altro avvocato, ma questo ci ha detto che la prassi è questa e non c’è niente da fare, ma non possiamo rassegnarci ad un “ricatto”.
Grazie per la vostra attenzione e per il vostro aiuto.