Brevemente: nel 2017 ricevo un decreto ingiuntivo da Italo Sicav per circa 23000 euro, mi accordo per un rientro rateale di 180 euro al mese. Pago le prime 4 rate, poi per problemi familiari smetto di pagare. Non succede nulla finché Italo Sicav non cede il credito a TTI Italia, nel frattempo devo far fronte ad altre situazioni e lascio la cosa in stand-by, finchè ieri non ricevo, nella cassetta delle lettere visto che non ero presente, un avviso di atto di precetto dall’Ufficiale Giudiziario. Premetto che non ho ancora ritirato l’atto che si trova presso la segreteria del mio comune di residenza, attendo la seconda raccomandata di notifica giusto per guadagnare qualche giorno.
Ora gli interrogativi sono questi:
Conoscete TTI Italia e sapete come procede?
Con l’atto di precetto è possibile trovare ancora un accordo bonario per un rientro inizialmente rateale, magari tra 1 anno o 2 con saldo e stralcio?
È normale che TTI Italia sia passata direttamente all’atto di precetto senza passare per il decreto ingiuntivo?- ancora non ho con me l’atto di precetto, ma se il decreto ingiuntivo fosse quello di Italo Sicav, la cosa è regolare o può essere impugnata?-
Sono un dipendente statale, quindi pignorabile, ma vorrei preferibilmente chiudere la questione senza pignoramenti puntando a non avere l’aggravio di ulteriori spese.
Grazie anticipato per le risposte,
Iniziata: oltre un anno fa Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa Visite: 3424
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18/04/2021, ore 17:20
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