Nel lontano 1992 sono stato soggetto a procedura fallimentare quale socio accomandatario di una sas. Il Banco di Napoli (ora Istituto San Paolo) si è inserito nel passivo fallimentare per lo scoperto di c/c bloccato nel 1991 ma, alla chiusura della procedura e cioè nel 2000, non è stato soddisfatto del suo credito. Sono passati gli anni ed alcuni giorni orsono (gennaio 2009) mi vedo recapitare una raccomandata dal San Paolo con la richiesta di pagare, anche bonariamente, la somma di circa 2.000 euro ! Nel frattempo ho chiesto ed ottenuto la riabilitazione e tutto finalmente è tornato normale anche se i disagi sono stati tantissimi ma, di tanto in tanto, riappaiono i fantasmi del fallimento. Ma è possibile che una Banca possa comportarsi in tal modo e non si potrebbero ravvisare gli estremi del reato di estorsione? Grazie
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10/02/2011, ore 18:05
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10/02/2011, ore 18:26
C'rea un curatore fallimentare all'epoca? Penso di si, e anche un tribunale, la pratica è stata chiusa? I creditori sono stati ammessi,sono stati liquidati in base al tipo di credito e al realizzo,quindi mi pare nulla possano pretendere;lei nn risponda alla lettera. |
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10/02/2011, ore 18:28
Attenzione, sono stato conoscenza di tentativi estorsivi provenienti proprio da un fantomatico Recup.Credit proveniente da Napoli a nome della banca citata S.P.I.., per tentativi di recuperi vecchi insolutisaldati, e quindi li denunciammo...e non si sà ...dove sparirono.Bisognerebbe controllare bene...chi sono...e se ci sono...se il credito è pagato è estorsione. |
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10/02/2011, ore 22:20
se i creditori non sono stati interamente soddisfatti hanno il diritto di pretendere il dovuto a chiusura del fallimento (salvo esdebitazione ma questo itstituto è di recente costituzione e non fa il caso suo)saluti |
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