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Ho un conto corrente presso la BNL e, a fine maggio, durante un prelievo, il bancomat di una filiale della Banca Marche ha avuto un malfunzionamento e non ha emesso il contante, ma sul conto corrente mi è stata addebitata la cifra (€ 250,00), come se il contante fosse stato regolarmente emesso. Nella filiale mi hanno fatto tornare il giorno successivo per dirmi che - nonostante il riscontro dell'eccedenza di contante proveniente da altra banca per la cifra da me richiesta - non poteva fare nulla perché io non ero loro correntista: mi sarei dovuta rivolgere alla mia banca che avrebbe dovuto inoltrare una richiesta a loro. Tempo massimo per l'esecuzione di questi passaggi: 15 giorni, come strappato alla direttrice della filiale (che non ha voluto dirmi il suo nome per motivi di privacy!!). Ho eseguito il giorno stesso la richiesta alla mia banca (31/5/10), ho mandato una mail a tutti gli interessati (4/6/10), ho parlato telefonicamente con il direttore della mia banca, BNL e gli ho di nuovo inoltrato la mia richiesta per fax (9/6/10), sono andata a trovare il direttore della mia filiale (17/6/10), ho parlato con l'Ufficio Reclami di Banca Marche (22/6/10), ho inoltrato di nuovo a Banca Marche Ufficio Reclami e a BNL la richiesta (23/6/10), ho inoltrato una nuova richiesta su un modello fornito da Banca Marche (13/7/10) e ho comunicato il mio IBAN per avere il bonifico (16/7/10). Nonostante tutti questi passaggi da parte mia, sono passati 54 giorni (due mesi) e io ancora non ho rivisto il mio danaro, del quale sono stata privata non per un mio errore, ma della Banca Marche. Sui motivi che abbiano causato questi ritardi ho solo le dichiarazioni dei vari interlocutori: il direttore della mia filiale dice che Banca Marche ha una procedura non riconosciuta dalle altre banche, Banca Marche dice di non aver mai ricevuto la richiesta di questo denaro da parte della mia banca. Fatto sta che, non potendo eseguire indagini su quelli che sono stati i loro passaggi, l'unica verità che ho è quella delle mie comunicazioni che giudico abbondanti e celeri.Scusandomi per la lunghezza della storia (ma si capisca quanto sono arrabbiata), il mio problema adesso – oltre a riavere il denaro – è ma è giusto che, a causa dell’errore di un dispositivo, sia il cliente a vedersi negata per mesi la disponibilità del proprio denaro?Questo senza che nessuno paghi il disturbo, la perdita di tempo, il disagio della mancata disponibilità, le arrabbiature. Possibile che nessuno si scusi e che l’unica possibilità che mi rimane è quella di pagare un avvocato per far valere i miei diritti? Ma che ci stanno a fare i Patti Chiari dell’ABI?Ringrazio tutti per qualsiasi idea vi venga in mente.

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