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San Basilio, quattro chilometri per comprare il panedi pa.za. «La vecchia giunta si era impegnata per realizzare questa nuova piazza, c'era un obiettivo di fondo: creare un luogo di aggregazione che fosse un deterrente alla delinquenza». Ha la voce amara, Massimo Rivera. Lui, insieme all'associazione Arca e a tutta la precedente amministrazione del Campidoglio, in un nuovo futuro per San Basilio, periferia nord di Roma, ci aveva creduto. E forse ci crede ancora. «Quello è un ghetto ai margini del Raccordo – dice – un luogo di spaccio, un pezzo di territorio ostaggio di 100, 150 persone. È una zona difficile: qui è praticamente impossibile trovare un privato che abbia il coraggio di investire. Per questo serviva il finanziamento del Comune, per creare opportunità».Con l'arrivo di Alemanno, si è bloccato tutto. L'accordo di programma è stato definanziato: e chi aveva trovato la forza di mettere soldi ed energie in quel progetto ora si trova con un pugno di mosche in mano. Fabio Talloni è uno di loro. Insieme alla sua compagna aveva presentato domanda per l'apertura di un forno nella nuova piazza. Gara vinta, locale assegnato. Ma manca un timbro. E nessuno in Campidoglio ha voglia di metterlo. Così, Fabio da dicembre è senza lavoro – si era licenziato convinto di iniziare la sua nuova carriera imprenditoriale – e a San Basilio nuovo, le 700 famiglie che ci abitano continuano a dover fare almeno 4 chilometri per comprare due rosette. «C'è un'opera fatta, finita – racconta ancora Rivera – che sta andando verso il degrado, con il rischio altissimo che i locali vengano occupati». Nella piazza nuova di San Basilio, da mesi non tagliano più neanche l'erba. Ora ai cittadini già sviliti è arrivata pure la notizia che la tanto agognata metropolitana non arriverà più. La città, Roma, è sempre più lontana. E anche la politica rischia di perdere quel po' di fiducia che a qualcuno era rimasta. «La gente non crede più a niente – ammette Massimo – Nemmeno a me che mi conoscono, che sanno che lo faccio con il cuore. Mi dicono: “Di noi non interessa niente a nessuno”. La mia paura è che non reagiscano più».04 marzo 2009

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vergogna!

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