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Forum Domande & Risposte

Iniziata: oltre un anno fa   Ultimo aggiornamento: oltre un anno fa   Visite: 12688
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Cari amici del forum, la settimana scorsa ho chiesto al direttore informazioni riguardo la procedura per il protesto di un assegno, il quale mi ha risposto che qualora l'assegno viene protestato, è previsto la chiusura del conto corrente.E' vero tutto ciò? Potrò aprire in futuro un altro conto corrente?Grazie, in attesa di risposta.

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Caro bancario mi sembra di essere stato chiaro ed intelleggibile.Riepilogo comunque -pro domo tua -verso degli assegni al bancoposta per diverse migliaia di euro-nello stesso giorno stacco un assegno di 500 euro-mentre ho effettive disponibilità di 420 euro(so benissimo che bancoposta non da scoperture nemmeno rispetto al saldo contabile).Passano 15 gg mi chiama la banca traente,mi fa pagare le spese previste vado al bancoposta spiego cosa mi è successo,vengo tranquillizzato,passano 60 giorni mi scrive il CAI,scopro che tutti gli altri conti sono interdetti,mi faccio dare la liberatoria "il traente è un mio corrispondente con cui abbiamo un dare/avere continuo"sblocco con difficolta uno a uno tutti i cc compreso quello del bancoposta.A distanza di 90 giorni la prefettura mi sanziona con una multa di 500 euro,la controversia dura diversi mesi ma dopo tante pene riesco ad ottenere la revoca del provvedimento.Dopo sette anni sette,chiedo l'operatività internet prevista dal fia sul cc cointestato con mia moglie, c/o unicredit, e mi viene negata,l'impiegata che mi conosce da sempre mi spiega e mi fa vedere al monitor il neo di 7 anni prima.Tieni presente che il conto è aperto da 40 anni ed è stato sempre con saldo positivo.Conclusione abbiamo perso di vista il cliente e le sue esigenze,siamo ridotti a pupi in mano a pupari che ci manovrano con i bit anzichè con i fili.

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Io continuo a non capire. In un assegno (titolo di credito) sono presenti tre figure:Il traente (quello che firma l'assegno)Il trattario (la banca che deve pagare l'assegno, insomma la banca che ha rilasciato il carnet);Il beneficiario quello che deve riscuotere i soldi.Detto questo cosa significa banca traente? >Poi il CAI non scrive a nessuno perché come ufficio non esiste è semplicemente una banca dati che sta in Banca D'Italia, per cui nessuna ti ha scritto.Mo' ti scrivo quello che ho capito.Hai un conto corrente alla Posta. Un giorno versi assegni fuori piazza per migliaia di euro. Nello stesso giorno stacchi un assegno di euro 500 sul carnet della Posta ma hai disponibili solo 420 euro alla Posta sul tuo conto corrente. L'assegno di euro 500 lo dai in pagamento a qualcuno che lo versa sul suo conto in una banca. Questa banca riceve indietro il titolo impagato dalla Posta, perché mancano i soldi (una parte). La banca chiama il suo cliente e gli restituisce il tuo assegno non pagato. A questo punto, se il mio racconto è esatto, non capisco quando dici “Passano 15 gg mi chiama la banca traente (?), mi fa pagare le spese.....................” Infatti la procedura non è questa. La posta che non ti ha pagato l'assegno ti deve aver mandato una r.r.r. con la quale ti intimava di pagare l'assegno entro 60 gg+gli interessi+la penale+etc.etc., ma non a Lei, ma al beneficiario che avrebbe dovuto rilasciare un attestato di pagamento con firma autentica, da portare alla Posta appunto. Questo quietanza liberatoria non è stata fatta e la Posta ha provveduto ad iscriverti al CAI, che ha come conseguenza il blocco in tutta Italia e su tutte le banche di emettere gli assegni per sei mesi. Inoltre il Prefetto avvisato dalla Posta che non hai portato la liberatoria ha emesso una sanzione amministrativa e tutto questo è previsto dalle attuali normative sugli assegni. Qua non vi è nessuna controversia perché tu hai sbagliato gli altri hanno rispettato semplicemente la legge. Se dopo diversi mesi hai recuperato l'uso dei conti per quanto riguarda l'emissione degli assegni è SOLO PERCHE' sono passati 6 mesi dalla iscrizione in CAI (così dice la legge). La collega non ti fa vedere che sette anni prima sei stato iscritto in CAI, ma che sette anni prima la Posta ti ha protestato, due cose ben diverse. Ma cosa centro sto fatto del protesto di sette anni prima con l'home-banking PROPRIO non lo capisco e continuerò a non capirlo dato la stranezza (a dir poco) della cosa. E' successo proprio così?

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Il percorso e quello descritto,ti ho anche detto che il beneficiario è un mio corrispondente e la banca trattaria è anche la mia banca,ecco perchè ho pagato le spese,al posto del beneficiario.Bancoposta non mi ha mandato nessun avviso,e nemmeno raccomandata RR,e non è mai riuscita a dimostrare il contrarioCai mi ha scritto, e si è anche materializzata, ho anche parlato infatti,ripetutamente per telefono con una gentila funzionaria,debbo ancora avere il dossier ed i riferimenti utilizzati.Dopo c'è stato il blocco che è durato qualche settimana, la liberatoria del beneficiario ed a distanza di qualche mese la sanzione della prefettura che faceva riferimento a CAI e Bankitalia e non al bancoposta.Chiaro fin quì.L'ultima questione,mi è stata rifiutata l'homebanking per l'episodio di 7 anni prima, cioè non sono ritenuto affidabile, pur avendo un conto corrente cointestato con mia moglie e vivaddio da 40 anni sempre attivo.Cosi è se ti....pare, se non ti...... pare vedi tu sei l'esperto!!!!!!

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