Possiediamo un'abitazione, sull'appennino bolognese, non raggiunta dal gas metano. Pertanto 10 anni fa abbiamo stipulato un contratto con un fornitore di gas GPL, denominato Autogas, il quale ci ha fornito in comodato un bombolone interrato.
Finora tutte le operazioni di manutenzione, quali la sostituzione della valvola e della guarnizione del coperchio, sono state eseguite gratuitamente dal fornitore, come è logico che sia in un contratto di comodato (art. dal 1803 al 1812 C.C., citati nel contratto iniziale). Unica eccezione i periodici collaudi dei Vigili del Fuoco, eseguiti a nostro carico, come preventivamente chiarito in fase di stipula del contratto.
Alcune settimane fa abbiamo ricevuto dal fornitore una "comunicazione importante", peraltro totalmente priva di data e di riferimenti normativi, che informa sulla necessità di effettuare una verifica decennale sul serbatoio per rilevare eventuali corrosioni. Tale adempimento però non viene eseguito su tutti gli impianti, ma su un campione di essi, estratto dall'INAIL di Roma. Per tutti però (anche per chi non subisce il controllo) è previsto il pagamento di una tariffa di 200 euro + IVA, che verrà fatturata entro il 30 settembre. Tuttavia è possibile farsi rimborsare dal fornitore la cifra spesa sotto forma sconto per l'acquisto di prodotti venduti dallo stesso, quali barbecue ed altro materiale inconsueto.
15 giorni fa abbiamo scritto un'e-mail e un fax al fornitore, senza il minimo cenno di risposta.
Premesso che abbiamo già bloccato l'utenza sul nostro conto corrente, chiediamo se è legittima la richiesta dei 200 euro + IVA, anche alla luce degli art. 1803 e 1808 del C.C.
Grazie.